La chiesa di Santa Felicita è testimone di diciassette secoli di storia, religiosità ed arte. Dal 972 fu dichiarata PARROCCHIA e dal 1550 PARROCCHIA  GRANDUCALE. Ora mantiene la sua funzione di PARROCCHIA facente parte dell’Arcidiocesi di Firenze, per cui si trovano le iniziali OPA che indicano la sua diretta dipendenza dalla Curia fiorentina.  Già monastero di suore benedettine di rito vallombrosano, la struttura mostra i tratti caratteristici che ne rivelano la funzione e la gestione: infatti sopra gli altari laterali vediamo occhieggiare i matronei, testimoni di una presenza nascosta ma viva ed animata dalla preghiera continua delle monache. Tuttavia la costruzione attuale non riprende le due precedenti se non per qualche resto di mura, l’allargamento della navata centrale, con riduzione del chiostro laterale, e parti di edificio sopravvissute per volere dei committenti. La facciata viene arricchita di un porticato: elemento abbastanza frequente in Toscana nel ‘500- vedi per esempio la chiesa dell’Impruneta o quella di San Donnino. E’ bello notare che nonostante tale modifica sia stata un’aggiunta relativamente tarda, si rifà all’antichissima usanza del “nartece” struttura che permetteva ai fedeli di proteggersi dalle intemperie e di trovare rifugio,elemento questo che sottolinea il compito specifico della chiesa come luogo di accoglienza.
Impariamo a conoscere Santa Felicita! L’esterno con il porticato, che, in questo caso, assolve sia alla funzione strutturale di sostegno del ‘corridoio vasariano’, passaggio privilegiato del granduca che si reca da Palazzo della Signoria a Palazzo Pitti, sia da ‘anticamera’ per i fedeli. Inoltre conserva due monumenti (qui trasferiti dall’interno al momento del rifacimento della chiesa) che ricordano che la musica è sempre stata di casa: infatti a sinistra si vede la tomba di Arcangiola Paladini (1599-1622) pittrice ed organista molto amata dalla granduchessa Maria Maddalena d’Austria (1589-1631) e a destra lato la tomba del cardinale Luigi de Rossi (1474-1519) non solo appartenente alla famiglia che ha dato nome alla piazzetta accanto alla chiesa, infatti era figlio di Leonetto e di Maria di Piero de’ Medici, ma che vediamo insieme con i cugini : Giulio futuro Clemente VII° e Leone X° Giovanni de’ Medici- nel celeberrimo ritratto di Raffaello conservato agli Uffizi.
L’interno è cadenzato da cappelle laterali a testimonianza del sostegno dei parrocchiani ‘storici’ che vedono nella parrocchia un motivo di identificazione e di prestigio. In effetti di parrocchiani ‘storici’ ce ne sono stati tanti ed illustri. Infatti sopra l’altare maggiore campeggia lo stemma della famiglia Guicciardini (stemma che nel linguaggio araldico è definito ‘parlante’ poiché rappresenta il nome della famiglia, infatti è composto da 3 guicciarde, antichi corni da caccia) che furono tra i principali committenti della ‘nuova costruzione’ Andando per ordine, partendo dalla destra entrando si trova la cappella Capponi, quindi la cappella de’ Nerli, quella dei Machiavelli e quella delle monache.  Segue la Cappellina della Madonna che limita il braccio destro del transetto costituito da due cappelle: una dedicata a Santa Caterina d’Alessandria e l’altra della famiglia Pitti,che con altrettante dall’altro braccio racchiudono l’altare maggiore. Questo venne costruito secondo i dettami del Concilio di Trento e cioè nascondendo il coro dietro alla mensa ed al dossale. Il lato sinistro riproduce simmetricamente l’andamento del lato destro per terminare con la cappella Canigiani.

Noi usiamo i cookie per migliorare l'esperienza di navigazione per le operazioni essenziali sul sito. Chiudendo questo messaggio accetti le nostre condizioni. We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of this site. Closing this message you accept to use cookies from website. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information